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INCONTRI - INTERVISTA CON NICOLA CANDEO MASSIMO RIGHETTO

ROMA (ITALPRESS) – Un pubblico impiego sempre più efficiente, attrattivo e meritocratico. Da tre anni sta lavorando a questi obiettivi il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che in un’intervista al quotidiano Avvenire spiega: “In pochi mesi abbiamo cambiato il passo su alcuni fronti chiave come attrattività, formazione, semplificazione e innovazione, con risultati che oggi sono misurabili. Il portale ‘inPA’ è diventato l’unico punto di accesso ai concorsi e oggi conta circa tre milioni di iscritti, oltre la metà under 40, con tempi medi di selezione scesi da 780 giorni, ossia più di due anni, a circa quattro mesi. Nel 2025 sono stati messi a bando quasi 204 mila posti di lavoro in circa 20mila bandi di concorso. Solo nei primi dieci giorni del 2026 altre 10mila offerte di lavoro hanno già attirato 410 mila candidati. Tutto ciò ci consente di gestire un significativo volume di turnover, considerando che da qui al 2032 quasi un milione di dipendenti pubblici andrà in pensione. Da segnalare, inoltre, che per la prima volta dopo 15 anni la curva dei dipendenti pubblici torna a crescere, mentre si abbassa l’età media, da 52 a 47 anni. Questo trend ci consentirà in un tempo ragionevole di recuperare il terreno perduto nei dieci anni di blocco del turnover dal 2009 al 2018”. Secondo il ministro “torna a piacere la pubblica amministrazione. Tra il 2023 e il 2025 abbiamo assunto 600 mila persone. Oltre il 50% ha meno di 40 anni e oltre il 30% del totale ha meno di 30 anni. La pubblica amministrazione torna a essere attrattiva. Le ore di formazione sono passate da sei a circa 40 all’anno per dipendente. Oltre mezzo milione di lavoratori pubblici ha già seguito corsi sul portale digitale Syllabus, con più di 1,8 milioni di certificazioni rilasciate, mentre nuovi poli formativi territoriali collegano Università e amministrazioni sui temi più attuali. In parallelo, entro la fine di gennaio, il Parlamento discuterà il mio disegno di legge sul merito, che lega premi e carriere ai risultati, aprendo l’accesso alla dirigenza attraverso percorsi di carriera che misurano e valorizzano le performance individuali”.
In merito al tetto agli stipendi dei manager statali, dice: “Voglio premettere che l’abolizione del tetto non l’ha voluta il governo. L’ha sancita lo scorso luglio una sentenza della Corte Costituzionale. La Consulta ha definito illegittimo il tetto agli stipendi, introdotto nel 2014. Tutto questo ci costringe a riflettere sulle dinamiche salariali dei nostri dirigenti. Anche la pubblica amministrazione deve essere capace di dotarsi di strumenti che definiscano le retribuzioni dei loro manager in ragione delle responsabilità e del contenuto di ruolo. Ma voglio ricordare che prima ancòra di preoccuparci dei livelli salariali stiamo lavorando per evitare ciò che troppo spesso in passato è accaduto e cioè una logica di aumenti a pioggia del tutto inadeguata a premiare il merito”. E per quanto riguarda il processo delle semplificazioni, dichiara: “Sono state semplificate circa 400 procedure in settori chiave come sanità, scuola, artigianato e controlli alle imprese. Le farmacie diventano alleate fondamentali del Servizio sanitario nazionale: ora qui si può scegliere il medico di base, fare vaccini, ricevere servizi di telemedicina e molto altro. Mentre l’iscrizione a scuola passa da una piattaforma unica. Tutte le semplificazioni sono consultabili su ItaliaSemplice.gov.it, un sito avviato a fine settembre. Con ‘Risorse in Comunè abbiamo messo a disposizione dei municipi da 5 a 25mila abitanti 100 milioni di euro da investire su digitalizzazione e ammodernamento delle strutture. Una iniziativa che ha registrato uno straordinario successo, con un’adesione del 93% dei Comuni interessati. In parallelo sono stati stanziati 58,6 milioni per far dialogare i sistemi di gestione del personale e modernizzare così l’organizzazione amministrativa”. “Abbiamo stanziato 20 miliardi di euro per garantire la copertura finanziaria delle tornate contrattuali 2022-2024 e 2025-2027 – aggiunge -. A oggi posso dire con sollievo che abbiamo chiuso i rinnovi 2019-2021 lasciati aperti dai governi precedenti e abbiamo chiuso la tornata 2022-2024. Il mese scorso abbiamo avviato la stagione contrattuale 2025-2027. Per la prima volta garantiamo continuità ai rinnovi contrattuali, nello specifico riconoscendo nel periodo 2022-2027 incrementi salariali tra il 16 e il 18%”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Scritto da: info@andreacecchinato.net
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