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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea annuncia la possibilità di estendere agli investimenti nella transizione energetica la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità attivata per le spese per la difesa, per un massimo dello 0,3% del Pil all’anno e dello 0,6% nel periodo 2026-2028.
“In futuro, gli Stati membri che adotteranno misure per rafforzare la sicurezza energetica dell’Europa e accelerare la transizione verso fonti energetiche alternative ai combustibili fossili potranno richiedere una flessibilità fiscale limitata ai sensi dell’attuale clausola di salvaguardia nazionale per le spese di difesa – scrive la Commissione nelle raccomandazioni macroeconomiche del semestre europeo -. Su richiesta dello Stato membro, l’ambito di applicazione della clausola potrà essere ampliato per includere le misure, adottate a partire da febbraio 2026, che riducano la dipendenza dai combustibili fossili importati e che, di conseguenza, rafforzino la sicurezza e la resilienza dell’Europa. Nell’ambito del limite massimo esistente (1,5% del PIL) per le spese aggiuntive per la difesa ai sensi della clausola di salvaguardia nazionale, si applicheranno un limite massimo annuale specifico per il periodo 2026-2028 (0,3% del PIL) e un limite massimo cumulativo (0,6% del PIL) per lo stesso periodo, specificamente destinati alle misure di resilienza energetica. E’ importante sottolineare che questo approccio garantisce il pieno rispetto di tutte le salvaguardie di sostenibilità fiscale”.
“Sono soddisfatto perchè la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato”, commenta il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. “Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo – prosegue Giorgetti – il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche delle ultime stime fornite dalla commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana”.
L’Italia resta nella procedura di infrazione per deficit eccessivo, insieme a Belgio, Francia, Ungheria, Austria, Polonia, Romania, Slovacchia e Finlandia. Lo rileva la Commissione Europea nelle raccomandazioni di primavera. Per Bruxelles i Paesi in questione hanno comunque adottato misure efficaci per correggere il disavanzo eccessivo. La Commissione ha proposto contestualmente di chiudere la procedura di Malta e di aprirne una nuova a carico della Bulgaria. Per gli Stati membri, tra cui l’Italia, che beneficiano di un periodo di aggiustamento fiscale di sette anni anziché quattro, la Commissione ha anche valutato l’attuazione delle fasi chiave delle riforme e degli impegni di investimento che sono alla base della proroga, tenendo conto delle informazioni fornite nelle relazioni annuali sui progressi compiuti. Nel complesso, la Commissione ritiene che tutti gli Stati membri interessati abbiano rispettato i propri impegni in modo soddisfacente.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Scritto da: info@andreacecchinato.net
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