Tito Borsa analizza il ruolo della religione cattolica nella società italiana contemporanea, evidenziando un netto contrasto tra il calo dei fedeli e la persistente influenza culturale. Nonostante le statistiche mostrino una significativa diminuzione sia dei praticanti che di chi si definisce cattolico, l’autore osserva come il cattolicesimo condizioni ancora pesantemente il dibattito politico, le questioni etiche e la legislazione nazionale. Attraverso esempi che spaziano dalle controversie ai Pride fino alle sanzioni per blasfemia, emerge una riflessione critica su come il concetto giuridico di buon costume sia ancora influenzato dalla morale religiosa. In definitiva, Borsa suggerisce che, sebbene l’Italia sia uno Stato laico, le sue istituzioni continuano a tutelare la sensibilità religiosa in modi che limitano la piena libertà di espressione.